Palazzo Mezzanotte

Nel 1928 la Camera di commercio diede incarico all'architetto Paolo Mezzanotte di progettare il nuovo palazzo della Borsa. L'intento era quello di riunire in un unico edificio le strutture della Borsa valori e delle altre Borse merci (sete, bozzoli, grani) che nel palazzo Broggi di piazza Cordusio non avevano una propria sede.
Mezzanotte presentò un progetto caratterizzato dall'imponenza della facciata classica in marmo bianco, sovrastata da un timpano sorretto da quattro enormi colonne. Ai piedi e alla sommità delle colonne furono poste sculture in altorilievo con figure allegoriche.
Al centro del palazzo fu previsto per le riunioni della Borsa valori un grande salone che si sviluppava in altezza fino alla sommità dell'edificio, chiusa da un lucernario di vetro.
I piani superiori, che si innalzano attorno al salone, furono destinati agli uffici del Comitato direttivo e delle altre istituzioni coinvolte nel funzionamento della Borsa. Nel piano seminterrato, che fu decorato con maioliche artistiche disegnate da Gio Ponti, furono sistemati un albergo diurno e un ristorante con musica dal vivo, detto Taverna Ferrario dal nome del suo primo gestore. Durante gli scavi per la costruzione del palazzo vennero alla luce numerosi resti dell'antico teatro romano, che Paolo Mezzanotte isolò e conservò al piano inferiore.
Il salone della Borsa valori, detto in seguito “sala delle grida”, fu dotato di un moderno tabellone meccanico per segnare i prezzi e le postazioni degli operatori furono connesse con numerose linee telefoniche per le comunicazioni con l'esterno. L'architetto provvide inoltre a disegnare gli arredi per il palazzo, quali tavoli e sedie in legno per gli agenti di cambio e per gli uffici, lampade, appendiabiti e altre suppellettili.
Al momento della sua inaugurazione nel 1932 la facciata di Palazzo Mezzanotte restava comunque sacrificata, fronteggiata com'era da un gruppo di vecchie case che in seguito furono demolite per lasciare spazio ad una piazza quadrata, l'attuale Piazza degli Affari.
Con l'istituzione della Consob e l'insediamento della sua sede milanese di fronte a Palazzo Mezzanotte la piazza divenne a tutti gli effetti il centro della vita finanziaria nazionale.
Nel 1985 il vecchio tabellone meccanico fu sostituito con uno elettronico e alla fine dell'anno seguente il palazzo venne chiuso dalla Camera di commercio per un consistente intervento di restauro. Dal 1987 al 1994 le riunioni della Borsa di Milano si tennero in un edificio prefabbricato collocato al centro di Piazza degli Affari, comunemente definito il “gabbiotto”.
Gli anni impiegati per la ristrutturazione del palazzo coincisero in parte con il periodo di riforma del mercato mobiliare sia sul piano istituzionale che su quello operativo.
Al termine dei lavori il palazzo divenne sede del Consiglio di borsa, nuovo organo di autogoverno dei mercati che nel 1998 passò le consegne al nuovo gestore privato, Borsa Italiana Spa.
Anche la “sala delle grida” rimase inutilizzata per tutti gli anni '90: le contrattazioni sul listino azionario erano infatti passate sulla piattaforma telematica e solo il mercato dei premi continuò per qualche tempo a tenersi nel seminterrato di Palazzo Mezzanotte.
Poco dopo l'insediamento di Borsa Italiana venne infine avviato un nuovo intervento di rifunzionalizzazione degli spazi che interessò il piano terreno e quello interrato, dando vita al Piazza Affari Congress & Training Center, moderno spazio polifunzionale nel centro di Milano.