Le dieci sedi delle borse italiane prima del 1992



In questa sezione sono riassunte le vicende storiche delle borse locali ancora attive in Italia oltre a Milano nel 1992, anno in cui la riforma ne avviò la chiusura. Il numero delle Borse italiane si è mantenuto stabile sulle dieci unità per tutta la seconda metà del '900 e ha avuto parecchie variazioni durante il periodo precedente.
Nel corso di tutto l'Ottocento la quantità di questi istituti è andata crescendo, in particolare nella seconda metà del secolo. Negli anni che seguirono l'unificazione, sul territorio italiano si arrivò a contare circa venticinque Borse di commercio. Tra queste, oltre alle nove borse principali (esclusa Trieste austriaca), ve ne erano alcune di importanza e di dimensioni non trascurabili, come quelle di Ancona, Bari, Ferrara, Livorno e Messina. Nella prima metà del Novecento, con la distinzione tra Borse merci e Borse valori, il numero di queste ultime diminuì rapidamente. La Borsa di Trieste, la più antica come data di istituzione, entrò a far parte del sistema italiano dopo l'annessione del 1918 mentre l'ultima ad essere attivata fu nel '53 quella di Palermo.
Alla Borsa di Milano sono dedicati il Percorso storico e il Percorso tematico.